Quando un’auto è ormai inutilizzabile, la prima cosa da capire è se la rottamazione sarà davvero gratuita o se bisognerà mettere in conto alcune spese. Nel 2026 il costo dipende soprattutto dalla pratica di radiazione al PRA, dal trasporto e dalle tariffe applicate dal centro di raccolta. Qui chiarisco le cifre reali, i documenti necessari, i tempi e i casi particolari che possono far aumentare il conto.
Il costo finale dipende soprattutto da pratica, ritiro e condizioni del veicolo
- 55,70 euro è il costo amministrativo di base indicato per emolumenti ACI, diritti Motorizzazione e imposta di bollo.
- Il totale più comune si colloca intorno a 80-200 euro, ma può essere più basso se il demolitore assorbe alcune spese.
- Il carro attrezzi è la voce che incide di più quando l’auto non è marciante.
- La consegna deve avvenire presso un centro di raccolta autorizzato o, in caso di acquisto di un’altra vettura, presso il concessionario.
- Il certificato di rottamazione è indispensabile per dimostrare la consegna e chiudere correttamente ogni responsabilità.
Quanto costa rottamare un'auto nel 2026
Per la sola pratica amministrativa, il riferimento ufficiale è composto da 13,50 euro di emolumenti ACI, 10,20 euro di diritti Motorizzazione e 32 euro di imposta di bollo. Il totale minimo teorico è quindi di 55,70 euro, a cui possono aggiungersi i costi di riscossione dei versamenti.
Questa cifra, però, non sempre coincide con quella richiesta al proprietario. Il centro di raccolta può applicare un costo per la gestione operativa, il trattamento del veicolo e l’eventuale ritiro a domicilio. Nella pratica, una previsione realistica per un’auto consegnata direttamente al demolitore è spesso compresa tra 80 e 150 euro.
| Voce di spesa | Importo indicativo | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Emolumenti ACI | 13,50 euro | Importo amministrativo della pratica |
| Diritti Motorizzazione | 10,20 euro | Gestione della cancellazione dagli archivi |
| Imposta di bollo | 32 euro | Presentazione della richiesta |
| Gestione del centro | 0-100 euro | Tariffe e servizi del demolitore |
| Ritiro con carro attrezzi | 50-200 euro | Distanza, accessibilità e condizioni dell’auto |
La mia regola è chiedere sempre un preventivo completo, specificando se comprende PRA, certificato di rottamazione, ritiro e radiazione. Un prezzo apparentemente basso può infatti escludere il trasporto oppure la gestione della pratica.

Da cosa cambia il prezzo della demolizione
La differenza più evidente riguarda lo stato del veicolo. Se l’auto è ancora marciante e può essere portata al centro, si elimina il costo del recupero. Se invece è ferma in garage, incidentata o priva di ruote, servirà un carro attrezzi con piattaforma, spesso la voce più costosa dell’intera operazione.
Alcuni demolitori ritirano gratuitamente le vetture complete perché possono recuperare componenti, metalli e ricambi. Non è però un diritto automatico. Un’auto spogliata di motore, batteria, catalizzatore o parti essenziali può comportare un sovrapprezzo, perché il centro deve sostenere costi di movimentazione e smaltimento più alti.
Anche la distanza conta. Per un ritiro vicino si può rimanere nella fascia bassa, mentre un intervento fuori provincia, su una strada privata difficilmente accessibile o in seguito a un incidente può portare il totale oltre 200 euro. Prima di accettare, chiederei sempre se il prezzo è fisso o calcolato in base ai chilometri.
Quali documenti servono e come si svolge la procedura
La demolizione deve essere affidata a un centro di raccolta autorizzato. L’elenco può essere verificato attraverso gli uffici territoriali ACI e gli enti locali. Rivolgersi a un soggetto non autorizzato espone al rischio di non ottenere una radiazione valida e di restare formalmente intestatari del veicolo.
Di norma bisogna consegnare:
- targhe anteriori e posteriori;
- carta di circolazione o Documento Unico;
- certificato di proprietà o foglio complementare, se ancora disponibile;
- documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario;
- eventuale denuncia di smarrimento o furto per targhe e documenti mancanti.
Il centro rilascia il certificato di rottamazione, che deve riportare almeno i dati del veicolo, la data di consegna, gli estremi del proprietario e l’impegno a procedere alla cancellazione. Il gestore deve presentare la richiesta di cessazione della circolazione entro 30 giorni consecutivi dalla consegna.
La pratica viene gestita presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista e, secondo ACI, la lavorazione della richiesta inviata dallo STA avviene entro tre giorni. Io conserverei il certificato e la ricevuta della radiazione senza limiti di tempo, perché possono servire per il bollo, l’assicurazione o eventuali contestazioni.
Demolitore o concessionario quale soluzione conviene
Se non si acquista un’altra vettura, la scelta più lineare è il demolitore autorizzato. Conviene confrontare almeno due preventivi locali, soprattutto per capire se il centro offre il ritiro gratuito o include già le spese PRA nel prezzo.
Quando si compra un’auto nuova o usata, il concessionario può ritirare quella vecchia per la demolizione. In questo caso l’operazione può essere inclusa nella trattativa oppure collegata a uno sconto commerciale. Non bisogna però confondere lo sconto con il valore reale della vecchia auto: spesso il vantaggio dipende dalla promozione del momento e dal modello acquistato.
| Soluzione | Vantaggio principale | Possibile limite |
|---|---|---|
| Centro autorizzato | Gestione diretta e confronto semplice dei costi | Il trasporto può essere a pagamento |
| Concessionario | Possibile ritiro incluso o sconto sull’acquisto | Convenienza legata alla promozione |
| Centro che ritira a domicilio | Nessuna organizzazione del trasporto | Il prezzo può aumentare con distanza e difficoltà di accesso |
Se l’auto ha ancora un valore commerciale, non accetterei automaticamente la rottamazione. Un veicolo funzionante, anche vecchio, potrebbe valere più come usato o come fonte di ricambi rispetto al semplice recupero del materiale.
Cosa succede al bollo e all’assicurazione
Con la radiazione per demolizione viene meno l’obbligo di pagare il bollo per il periodo successivo all’evento registrato. La gestione di eventuali rimborsi per la parte non goduta, invece, può cambiare in base alla Regione di residenza, quindi va verificata con l’ufficio tributi regionale.
Il certificato di rottamazione va comunicato anche alla compagnia assicurativa. In base al contratto, si può chiedere la sospensione della polizza, il trasferimento su un altro veicolo oppure il rimborso della parte di premio non utilizzata. Aspettare la sola radiazione senza avvisare l’assicurazione può far perdere tempo e denaro.
Un errore frequente consiste nel considerare chiusa la pratica già al momento della consegna dell’auto. Finché non si possiede la ricevuta di cancellazione dal PRA, controllerei che la procedura sia stata effettivamente completata, anche tramite il servizio di notifica ACI.
Il caso del fermo amministrativo nel 2026
Dal 20 febbraio 2026 la presenza di un fermo amministrativo non impedisce più in assoluto la demolizione. Per procedere serve però un’attestazione di inutilizzabilità rilasciata dal Comune, da allegare alla richiesta di radiazione dal PRA e dall’Archivio Nazionale Veicoli.
Questo cambiamento non cancella il debito che ha originato il fermo. Restano quindi da verificare le somme dovute, mentre costi e tempi per ottenere l’attestazione possono variare da un Comune all’altro. Prima di consegnare l’auto, chiederei una visura PRA per evitare sorprese e contatterei l’ufficio comunale competente.
Anche documenti mancanti, intestatario deceduto, comproprietà o veicolo incidentato possono allungare la procedura. In questi casi il centro potrebbe richiedere dichiarazioni aggiuntive, una denuncia alle autorità o la regolarizzazione della successione.
La cifra giusta da mettere in preventivo
Per una vettura completa, senza fermo e consegnata direttamente a un centro autorizzato, metterei in conto circa 80-150 euro. Se serve il carro attrezzi, la spesa può salire verso 150-300 euro o oltre, mentre un concessionario può assorbire parte dei costi nella trattativa.
La scelta più sicura è confrontare preventivi che specifichino separatamente pratica PRA, gestione del centro e trasporto. In questo modo si capisce subito se la rottamazione è davvero conveniente e si evita l’errore più costoso, cioè consegnare l’auto senza ottenere il certificato e la conferma definitiva della radiazione.
