Una targa piegata, illeggibile o sparita non è solo un inconveniente pratico: può impedire la circolazione e richiedere una vera reimmatricolazione del veicolo. In questo articolo chiarisco quando bisogna cambiare le targhe dell’auto, quali documenti preparare, quanto costa la procedura nel 2026 e quali errori possono trasformare una pratica semplice in una perdita di tempo.
La sostituzione della targa richiede una procedura precisa
- Furto o smarrimento devono essere denunciati entro 48 ore.
- Dopo furto o smarrimento si può usare un pannello provvisorio per 15 giorni, rispettando forma e posizione della targa originale.
- Con una targa distrutta o illeggibile non è consentito circolare con una riproduzione fai da te.
- Il costo amministrativo di base per un’automobile è di circa 142,98 euro, esclusa l’eventuale agenzia.
- Il passaggio di proprietà o il cambio di residenza non comportano normalmente una nuova targa.
Quando la sostituzione è obbligatoria e quando non serve
In Italia non si cambia la targa semplicemente perché non piace più, perché l’auto cambia proprietario o perché ci si trasferisce in un’altra provincia. La targa è collegata al veicolo e, in caso di vendita, si aggiorna il Documento Unico di circolazione e proprietà, senza assegnare automaticamente una nuova numerazione.
Il cambio diventa necessario quando la targa è stata rubata, smarrita, distrutta o deteriorata al punto da non essere leggibile. Il criterio è semplice: tutti i dati devono poter essere riconosciuti senza ambiguità. Una targa solo scolorita, ma ancora perfettamente leggibile, non dà automaticamente diritto a una nuova lastra.
| Situazione | Pratica necessaria | Circolazione |
|---|---|---|
| Passaggio di proprietà | Aggiornamento del Documento Unico | Regolare, con documenti aggiornati |
| Cambio di residenza | Aggiornamento dei dati, se richiesto | Regolare |
| Furto o smarrimento | Denuncia e reimmatricolazione | Solo con pannello provvisorio nei 15 giorni previsti |
| Distruzione | Denuncia e reimmatricolazione immediata | Non con una targa autocostruita |
| Deterioramento con dati illeggibili | Reimmatricolazione | Non con la targa illeggibile |
Il semplice smarrimento del Documento Unico, invece, è un’altra pratica ancora. In quel caso si chiede il duplicato del documento, senza sostituire le targhe. È una distinzione che molti automobilisti scoprono solo allo sportello.
Smarrimento, furto e distruzione non si gestiscono allo stesso modo
Se manca una o entrambe le targhe, la prima cosa da fare è presentare denuncia a Polizia o Carabinieri entro 48 ore dalla scoperta. Nella denuncia devono comparire i dati del proprietario e il numero di targa, se disponibile. La ricevuta non va persa, perché sarà uno dei documenti indispensabili per la pratica.
In caso di furto o smarrimento, il Codice della strada consente di attendere 15 giorni dalla denuncia per verificare se la targa viene ritrovata. Durante questo periodo si può circolare solo applicando un pannello bianco che riporti gli stessi caratteri della targa originale, con dimensioni, posizione e grafica corrispondenti.Non è una soluzione da interpretare con leggerezza. Un foglio scritto a mano o una riproduzione sproporzionata può non essere considerata valida e, senza gli adempimenti previsti, si rischiano sanzioni da 87 a 344 euro. Io consiglio di usare il periodo provvisorio solo per gli spostamenti indispensabili.
Trascorsi i 15 giorni senza ritrovamento, bisogna chiedere la reimmatricolazione. Per la distruzione della targa la richiesta può essere presentata subito e non è ammesso circolare con una targa fatta in casa. La nuova procedura assegna una nuova numerazione e produce nuove targhe insieme al documento aggiornato.
Deterioramento della targa e leggibilità sono il vero spartiacque
Una targa deteriorata può essere graffiata, deformata, corrosa o scolorita. Il punto decisivo, però, non è l’aspetto estetico, ma la leggibilità integrale dei dati di immatricolazione. Anche una sola cifra o lettera non più riconoscibile può rendere necessaria la reimmatricolazione.
Il Portale dell’Automobilista considera deteriorata la targa quando non sono leggibili tutti i dati. In questo caso si consegnano le targhe danneggiate ancora disponibili e si avvia la pratica per ottenere una nuova coppia, senza tentare riparazioni con vernice, adesivi o pellicole.
La targa non è un elemento decorativo. Deve mantenere caratteristiche precise e deve poter essere letta dalle forze dell’ordine, dai sistemi di controllo elettronico e dalle telecamere delle aree a traffico limitato. Circolare con una targa non chiaramente leggibile può comportare una sanzione da 42 a 173 euro.
Se il danno è lieve ma il numero resta leggibile, conviene chiedere prima un parere all’ufficio competente o a uno studio di consulenza automobilistica. Presentare una pratica non necessaria significa affrontare costi e tempi senza un reale beneficio.

Documenti e passaggi per ottenere le nuove targhe
La pratica si presenta presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile competente oppure tramite uno Sportello Telematico dell’Automobilista o un’agenzia abilitata. Prima di fissare l’appuntamento, controllerei sempre le modalità della propria provincia, perché alcuni uffici lavorano solo su prenotazione e possono richiedere pagamenti effettuati con modalità specifiche.
Per un’automobile, la documentazione normalmente comprende:
- modello TT 2119 compilato e firmato;
- documento d’identità valido e codice fiscale;
- Documento Unico o carta di circolazione originale, secondo la documentazione disponibile;
- denuncia e relativa copia in caso di furto, smarrimento o distruzione;
- eventuale targa rimasta e targhe deteriorate;
- ricevute dei versamenti richiesti;
- delega e documenti di entrambe le persone, se la pratica viene presentata da un incaricato.
La sequenza pratica è questa:
- Si presenta la denuncia, quando prevista.
- Si raccolgono modulo, documenti e targhe ancora disponibili.
- Si effettuano i pagamenti amministrativi.
- Si consegna la domanda alla Motorizzazione o allo sportello abilitato.
- Si ritirano le nuove targhe e, quando previsto, un permesso provvisorio di circolazione.
- Si ritira o si riceve il nuovo Documento Unico secondo le modalità dell’ufficio.
Il giorno dell’appuntamento porterei sempre anche una fotocopia completa della documentazione, persino quando l’ufficio non la indica chiaramente nell’elenco. Alcune sedi non effettuano copie allo sportello, e arrivare preparati evita di perdere un’intera mattinata per un dettaglio banale.
Il costo del cambio nel 2026 e le spese da non dimenticare
Il tariffario del Documento Unico indica per la reimmatricolazione legata a furto, smarrimento, distruzione o deterioramento una base amministrativa composta da più voci. Per una normale targa rettangolare il calcolo è il seguente:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Diritti della Motorizzazione | 10,20 euro |
| Imposta di bollo per il Documento Unico | 64,00 euro |
| Emolumenti ACI-PRA | 27,00 euro |
| Targa rettangolare formato A | 41,78 euro |
| Totale amministrativo indicativo | 142,98 euro |
Con una targa quadrata il totale scende a 142,57 euro, perché il costo della lastra è di 41,37 euro. Nelle province di Aosta, Bolzano e Trento la produzione della targa ha una tariffa diversa, quindi il totale può arrivare a circa 146,88 euro per il formato rettangolare.
Questi importi non comprendono l’eventuale compenso di un’agenzia di pratiche auto. Se scelgo di delegare la pratica, chiederei un preventivo separato che distingua chiaramente diritti pubblici, targhe e servizio di intermediazione. In questo modo è facile capire se il prezzo finale è composto da costi obbligatori o da una tariffa facoltativa.
Dopo aver ricevuto la nuova numerazione, bisogna aggiornare anche l’assicurazione RCA, il Telepass, i permessi ZTL, i parcheggi convenzionati e gli eventuali abbonamenti collegati alla vecchia targa. Non sempre questi sistemi si aggiornano automaticamente, e una dimenticanza può causare addebiti errati o contestazioni.
La nuova targa va controllata prima di tornare su strada
Prima di lasciare l’ufficio o l’agenzia controllerei che lettere e numeri coincidano con quelli riportati sul nuovo Documento Unico. Verificherei anche il corretto fissaggio delle targhe, senza coprire caratteri, bande laterali o elementi identificativi.
La vecchia targa non deve essere rimontata dopo l’assegnazione della nuova. Se una targa smarrita o rubata viene ritrovata in seguito, è prudente consegnarla secondo le indicazioni dell’autorità e non utilizzarla più. La procedura serve proprio a scollegare il veicolo dalla numerazione precedente e a ridurre il rischio di contestazioni.
La regola pratica che seguo è questa: denuncia tempestiva, documenti completi, nessuna riparazione artigianale e verifica finale dei dati. Così la sostituzione delle targhe resta una pratica amministrativa gestibile, invece di diventare un problema durante un controllo, un passaggio assicurativo o l’accesso a una zona a traffico limitato.
