Quando un SUV cresce di 11,5 cm ma conserva un motore a benzina aspirato, la domanda è semplice: è diventato più pratico oppure soltanto più costoso? La nuova Mazda CX-5 2026 risponde con più spazio, un abitacolo più moderno e una gamma semplificata, ma anche con prestazioni tranquille e consumi da valutare con attenzione. Qui analizzo dimensioni, motore, allestimenti, prezzi, tecnologia e situazioni in cui conviene davvero sceglierla.
La nuova CX-5 punta su spazio, comfort e semplicità meccanica
- Prezzo di partenza da 35.900 euro per la versione Prime-Line.
- Motore unico 2.5 e-Skyactiv G mild hybrid da 141 CV, con cambio automatico a sei rapporti.
- Bagagliaio da 583 a 2.019 litri, con più spazio soprattutto per chi viaggia spesso in famiglia.
- Trazione integrale AWD disponibile dagli allestimenti superiori con un supplemento di 2.300 euro.
- Full hybrid non ancora disponibile al lancio: la gamma iniziale resta mild hybrid a benzina.

Cosa cambia davvero nella nuova Mazda CX-5
La terza generazione non è una semplice ristilizzazione. La carrozzeria arriva a 4,69 metri di lunghezza, con una larghezza di 1,86 metri e un’altezza di 1,695 metri. Il risultato è un SUV più imponente fuori, ma ancora abbastanza facile da gestire in città grazie a una linea che nasconde bene le dimensioni reali.
Il design resta fedele al linguaggio Kodo di Mazda, però con superfici più piene, un frontale più deciso e una coda vicina alle proporzioni della CX-60. Personalmente trovo riuscito il tentativo di darle più presenza senza ricorrere a dettagli vistosi o finte prese d’aria. È un’auto elegante, non sportiva in senso stretto.
Il miglioramento più concreto si trova dietro. I passeggeri posteriori hanno più spazio per gambe e testa, mentre il bagagliaio raggiunge 583 litri con i sedili in posizione normale. Abbattendo il divano si arriva a 2.019 litri e il piano di carico resta pratico, senza uno scalino fastidioso.
Questa crescita ha però un effetto da non ignorare. La massa e gli ingombri aumentano, quindi chi cerca un SUV compatto per tragitti brevi potrebbe percepirla come sovradimensionata. La CX-5 dà il meglio nei viaggi, nei trasferimenti extraurbani e nell’uso familiare quotidiano, non come semplice auto da parcheggio.
Motore, consumi e comportamento su strada
In Italia la gamma parte con un solo propulsore, il 2.5 e-Skyactiv G aspirato da 141 CV. È abbinato a un sistema mild hybrid Mazda M Hybrid a 24 volt, che recupera energia in rilascio e supporta il motore nelle fasi di ripartenza. Non è un full hybrid e non permette di viaggiare a lungo in modalità elettrica.
La coppia massima è di 238 Nm e il cambio è sempre automatico a sei rapporti con convertitore di coppia. La versione a trazione anteriore accelera da 0 a 100 km/h in circa 10,5 secondi, mentre l’AWD richiede qualche decimo in più. La velocità massima si colloca intorno ai 187 km/h.
Il carattere è molto chiaro. Non ci sono la spinta immediata di un piccolo turbo né l’effetto “calcio” tipico di alcuni SUV moderni. La progressione è regolare, il cambio lavora con dolcezza e la vettura diventa piacevole quando si guida senza fretta. Nei sorpassi autostradali, invece, bisogna anticipare un po’ le manovre.
Il dato dichiarato si aggira sui 7 litri ogni 100 km, ma nell’uso reale è più prudente aspettarsi circa 8-8,5 litri ogni 100 km in un impiego misto. In città il consumo può salire ancora. Il sistema mild hybrid aiuta la fluidità e riduce leggermente gli sprechi, ma non trasforma un 2.5 aspirato in un’auto dai consumi da full hybrid.
La trazione integrale i-Activ AWD ha senso per chi vive in zone collinari o montane, viaggia spesso su strade innevate oppure traina. Per l’uso urbano e autostradale normale, la versione anteriore è più razionale e costa meno. La capacità di traino arriva fino a 2.000 kg, un dato interessante per roulotte e rimorchi.
Allestimenti e prezzi da valutare con attenzione
La gamma italiana è organizzata in quattro livelli. Il prezzo d’ingresso è competitivo rispetto alle dimensioni, ma il salto tra una versione e l’altra può diventare importante. Per questo non sceglierei automaticamente l’allestimento più ricco: dipende da quanto si usano davvero trazione integrale, comfort e dotazioni tecnologiche.
| Allestimento | Prezzo indicativo | Dotazioni principali |
|---|---|---|
| Prime-Line | 35.900 euro | Cerchi da 17”, fari full LED, clima bizona, quadro digitale da 10,25”, schermo da 12,9”, telecamera posteriore |
| Centre-Line | 39.850 euro | Cerchi da 19”, head-up display, sedile guidatore con memoria, portellone elettrico, Apple CarPlay e Android Auto wireless |
| Exclusive-Line | 41.950 euro | Telecamere a 360 gradi, interni bicolore e impianto audio Bose a 12 altoparlanti |
| Homura | 45.150 euro | Fari Matrix LED, sedili anteriori ventilati, finiture nero lucido, portellone hands-free e schermo da 15,6” |
L’allestimento Prime-Line copre già le esigenze essenziali e non sembra una versione impoverita. La Centre-Line, però, è probabilmente il punto di equilibrio migliore per chi percorre molti chilometri, perché aggiunge dotazioni che si apprezzano ogni giorno. La trazione integrale parte da questo livello e richiede circa 2.300 euro in più.
La Homura è quella più appagante da vivere, ma porta il prezzo vicino o oltre i 45.000 euro. A quella cifra non si paga soltanto la dotazione: si paga anche il design, la qualità percepita e il comfort. Il motore, però, resta lo stesso della versione base. Questa è la ragione per cui non tutti troveranno conveniente arrivare al vertice della gamma.
Un abitacolo più moderno, con qualche compromesso
La plancia cambia profondamente rispetto alla generazione precedente. Il sistema multimediale utilizza una piattaforma basata su Google Automotive, con Google Maps, Assistente Google e accesso alle app compatibili. Gli schermi sono più grandi e l’interfaccia appare più rapida e intuitiva rispetto al vecchio sistema Mazda.
Apple CarPlay e Android Auto sono disponibili, ma la modalità wireless arriva dagli allestimenti intermedi. Sulla versione base il collegamento può richiedere il cavo, un dettaglio piccolo ma fastidioso per chi entra ed esce spesso dall’auto.
La dotazione di sicurezza è ampia e comprende sistemi di assistenza alla guida evoluti. Tra le funzioni più interessanti c’è il supporto alla frenata quando si rilascia l’acceleratore in prossimità di una curva o di un veicolo. È una tecnologia discreta, pensata per accompagnare il guidatore e non per sostituirlo.
È previsto anche un sistema capace di portare l’auto verso il margine della carreggiata e fermarla se il conducente non risponde ai richiami dopo un malore o una perdita di attenzione. Sono soluzioni che possono fare la differenza in situazioni rare ma gravi, soprattutto su un’auto destinata ai viaggi familiari.
Non tutto è perfetto. Su alcuni esemplari i comandi capacitivi del volante risultano meno intuitivi dei pulsanti fisici, mentre alcune funzioni del climatizzatore passano dallo schermo centrale. Io preferisco sempre avere almeno le regolazioni principali immediatamente sotto mano, senza dover attraversare menu durante la guida.
Per chi ha senso e quali alternative considerare
La CX-5 è adatta a chi cerca un SUV medio con cinque posti realmente utilizzabili, un bagagliaio ampio e una guida confortevole. È una scelta coerente per una famiglia, per chi viaggia spesso o per chi vuole una vettura rialzata senza passare a un modello enorme.
La scelta è meno convincente per chi percorre quasi soltanto pochi chilometri in città. In quel caso il motore 2.5 può risultare sovrabbondante e il consumo reale più alto rispetto a un full hybrid compatto. Chi cerca soprattutto agilità negli spazi stretti e costi più bassi dovrebbe guardare a una categoria inferiore, dove una Suzuki Ignis risponde a esigenze completamente diverse ma più urbane.
Anche la presenza della trazione integrale va valutata senza farsi guidare dall’idea che “più è meglio”. Aggiunge peso, prezzo e costi di gestione. Serve davvero se si frequentano strade difficili o si ha bisogno di maggiore motricità; per il resto, la 2WD è più semplice e sufficiente.
La nuova Mazda non è un SUV a sette posti e non vuole competere con modelli premium di dimensioni superiori. Se il requisito principale è trasportare molti passeggeri con maggiore spazio e prestigio, si entra in un’altra fascia, quella di un SUV Audi Q9, molto più grande e costoso. Il confronto è utile proprio per chiarire le priorità, non per considerare i due modelli rivali diretti.
Il momento giusto per scegliere la CX-5
La nuova generazione convince soprattutto per abitabilità, comfort e qualità della guida. Il telaio è rassicurante, lo sterzo preciso e l’assetto riesce a filtrare bene le irregolarità senza rendere l’auto molle. La meccanica semplice può piacere a chi non vuole un sistema ibrido complesso, ma il prezzo va confrontato con attenzione.
Chi vuole acquistare subito dovrebbe provare almeno la Prime-Line e la Centre-Line, verificando se le dotazioni extra giustificano la differenza di quasi 4.000 euro. Chi invece non ha fretta può aspettare l’evoluzione della gamma ibrida, perché una futura motorizzazione full hybrid potrebbe cambiare il rapporto tra prestazioni e consumi.
Il mio consiglio è netto: sceglierei la Centre-Line a trazione anteriore per l’uso più equilibrato, la AWD soltanto in presenza di una necessità concreta e la Homura solo se comfort e dotazioni premium hanno più valore del prezzo. La CX-5 non è il SUV più brillante né il più efficiente della categoria, ma resta una proposta solida per chi mette al primo posto spazio, tranquillità e piacere di guida.
