La Nissan Note GPL può essere ancora una scelta sensata per chi cerca un’auto usata spaziosa, semplice e poco costosa da alimentare. Il punto, però, non è soltanto il prezzo del pieno: contano il motore, la qualità dell’impianto, la manutenzione delle valvole e la data di scadenza del serbatoio. Qui raccolgo i dati più utili per capire quale versione scegliere, quanto si risparmia davvero e quali controlli fare prima dell’acquisto.
La convenienza dipende soprattutto da motore, chilometri e stato dell’impianto
- Due versioni principali sono il 1.4 16V da 88 CV della prima serie e il 1.2 tre cilindri da 76 CV della seconda.
- Il consumo reale si aggira generalmente tra 10 e 12 km/l a GPL, a seconda di percorso e stile di guida.
- Un impianto aftermarket costa in media 1.200-2.000 euro, ma il preventivo può salire per sistemi o pratiche più complesse.
- Il serbatoio GPL deve essere sostituito dopo 10 anni, secondo la data prevista dalla configurazione del veicolo.
- Prima di comprare bisogna controllare avviamento a freddo, commutazione benzina-gas, documenti e manutenzione.

Quale versione della Note a GPL conviene valutare
Oggi la Note alimentata a gas si trova quasi esclusivamente nell’usato. Le configurazioni più interessanti sono quelle vendute già bifuel, perché l’impianto è stato sviluppato insieme alla vettura e la documentazione è normalmente più semplice da verificare.
| Generazione | Motore | Potenza a GPL | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Note E11 | 1.4 16V quattro cilindri | 88 CV | Versione Eco GPL di primo impianto, pratica e adatta all’uso quotidiano |
| Note E12 | 1.2 12V tre cilindri | 76 CV | Impianto GPL di serie, consumi contenuti e guida tranquilla |
| Note E11 o E12 trasformata | Benzina compatibile con impianto sequenziale | Variabile | La qualità dipende dall’installatore e dalla calibrazione |
La prima serie con il 1.4
La E11 con motore 1.4 16V da 88 CV è spesso la versione più cercata. Ha quattro cilindri, una risposta abbastanza regolare e una meccanica relativamente semplice. In alcune configurazioni il serbatoio toroidale sfrutta il vano della ruota di scorta, lasciando quasi invariata la praticità del bagagliaio.
Non è un’auto brillante, soprattutto nei sorpassi a pieno carico, ma in città e sulle strade extraurbane si muove con sufficiente naturalezza. Io la prenderei in considerazione solo con uno storico chiaro dei controlli al gioco valvole, perché l’uso prolungato a gas può rendere più importante questo aspetto.
La seconda serie con il 1.2
La E12 utilizza un 1.2 tre cilindri aspirato che sviluppa circa 80 CV a benzina e 76 CV a GPL. La differenza è contenuta, ma si avverte quando si viaggia in salita, in autostrada o con quattro persone a bordo. La potenza è sufficiente per un impiego rilassato, non per chi cerca una risposta vivace.
Questa versione ha il vantaggio di essere più recente e generalmente più efficiente. Le prove dell’epoca indicavano un consumo omologato di circa 6,3 l/100 km, mentre nell’uso reale è più prudente aspettarsi circa 10-12 km con un litro di gas.
Consumi e risparmio reale senza lasciarsi ingannare dai dati dichiarati
Il GPL costa meno della benzina, ma il motore consuma più litri per percorrere la stessa distanza. Il motivo è il diverso contenuto energetico del carburante: per questo il risparmio non va calcolato confrontando semplicemente il prezzo al litro.
Un esempio realistico aiuta a capire. Con una Note che percorre 10,5 km/l a GPL e 13 km/l a benzina, ipotizzando prezzi indicativi di 0,78 euro al litro per il gas e 1,75 euro per la benzina, il costo è di circa 7,40 euro ogni 100 km a GPL contro 13,45 euro a benzina.
| Parametro indicativo | GPL | Benzina |
|---|---|---|
| Per percorrenza di 100 km | Circa 9,5-10 l | Circa 7,5-8 l |
| Costo carburante su 100 km | Circa 7-8 euro | Circa 12-14 euro |
| Risparmio possibile | Circa 5-7 euro ogni 100 km | |
Su 12.000 km annui il vantaggio può quindi arrivare a 600-850 euro lordi. Da questa cifra vanno sottratti i consumi di benzina per gli avviamenti, la manutenzione specifica e gli eventuali interventi sul serbatoio.
La mia soglia pratica è questa: se si percorrono meno di 8.000 km all’anno, il GPL raramente cambia davvero il bilancio. Con 15.000-20.000 km annui, invece, una versione già bifuel può diventare interessante, soprattutto quando il prezzo d’acquisto è corretto e l’impianto non è vicino alla scadenza.
Montare un impianto aftermarket ha ancora senso
Trasformare una Note a benzina è tecnicamente possibile solo dopo aver verificato la compatibilità precisa del motore e la disponibilità di un kit omologato. Su una vettura anziana non sceglierei mai l’installatore soltanto in base al preventivo più basso: cablaggi, iniettori e taratura della centralina fanno una differenza enorme nel funzionamento quotidiano.
Per un impianto sequenziale moderno il costo medio si colloca indicativamente tra 1.200 e 2.000 euro. Il prezzo comprende normalmente componenti, montaggio e pratiche, ma conviene chiedere espressamente se sono inclusi collaudo, aggiornamento dei documenti e serbatoio toroidale.
Quando il calcolo economico torna
Con un risparmio medio di 5-7 euro ogni 100 km, l’investimento iniziale può essere recuperato dopo circa 20.000-35.000 km. Se la Note ha già 180.000 km, consuma olio o presenta problemi di accensione, il rischio è spendere per l’impianto proprio quando il motore richiede altri lavori.
Prima della trasformazione farei una diagnosi completa, un controllo della compressione e una verifica delle valvole. Un motore che funziona male a benzina non diventa più sano passando al gas, anzi spesso i difetti di accensione diventano più evidenti.
La versione di fabbrica resta la scelta più semplice
Tra una Note già bifuel e una benzina da convertire, preferisco la prima quando la differenza di prezzo è ragionevole. L’impianto originale riduce i dubbi sull’abbinamento motore-centralina e rende più semplice ricostruire la storia dell’auto.
Il retrofit può comunque funzionare bene, soprattutto su un esemplare con pochi chilometri e manutenzione documentata. In quel caso chiederei una garanzia scritta sull’impianto, il nome dei componenti montati e l’intervallo previsto per la sostituzione dei filtri.
Manutenzione e problemi da controllare nel tempo
Una Note a GPL non richiede attenzioni misteriose, ma non può essere trattata come se avesse soltanto un serbatoio diverso. Candele, bobine, filtri, iniettori e riduttore di pressione devono essere in ordine, perché il gas è meno indulgente verso un sistema di accensione già stanco.
Valvole e gioco di registrazione
Il controllo del gioco valvole è uno dei punti più importanti sulle versioni più anziane. Un gioco fuori tolleranza può causare minimo irregolare, difficoltà di avviamento, perdita di compressione e, nei casi peggiori, danni alle sedi valvola.
Non significa che ogni Note a GPL sia destinata a questo problema. Significa che, davanti a un’auto con molti chilometri, l’assenza di fatture o registrazioni dei controlli deve incidere sul prezzo e sulla decisione d’acquisto.
Filtri, iniettori e riduttore
Il filtro della fase gassosa trattiene le impurità prima che raggiungano gli iniettori, mentre il riduttore porta il GPL dalla pressione del serbatoio a quella utile al motore. Se l’auto strattona, passa continuamente a benzina o mostra una spia motore, questi componenti sono tra i primi da diagnosticare.
Gli intervalli dipendono dall’impianto, ma io farei controllare il sistema ogni 20.000-30.000 km, senza aspettare che compaia un guasto. Il tagliando deve comprendere anche olio, candele e liquido di raffreddamento, perché il riduttore usa il circuito termico del motore.
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Il serbatoio non dura quanto l’auto
In Italia il serbatoio GPL va sostituito dopo 10 anni. Per un impianto montato in origine si guarda normalmente alla data di prima immatricolazione, mentre per un retrofit è importante verificare la data di installazione e quella riportata nei documenti.
Una bombola prossima alla scadenza non rende automaticamente l’auto da scartare, ma è una voce economica da mettere subito in conto. Prima di firmare controllerei la punzonatura sul serbatoio, il documento unico e l’eventuale ricevuta dell’ultima sostituzione.
Come scegliere una Note a GPL usata senza comprare un problema
La prova su strada deve partire a motore freddo e con alimentazione a benzina. Il passaggio al GPL dovrebbe avvenire dopo che il liquido di raffreddamento ha raggiunto la temperatura necessaria, senza vuoti, strappi o spegnimenti.
- Avviamento a freddo senza esitazioni, rumori anomali o minimo instabile.
- Commutazione al gas regolare e senza lampeggiamenti anomali del commutatore.
- Accelerazione in salita per verificare che il motore non perda colpi sotto carico.
- Controllo della spia motore prima, durante e dopo la prova.
- Esame del vano motore per cercare tubi, cablaggi o raccordi montati in modo approssimativo.
- Verifica del serbatoio e della sua scadenza decennale.
- Confronto dei documenti tra alimentazione dichiarata, impianto installato e dati del veicolo.
La prova dovrebbe durare almeno 15-20 km, alternando città, strada extraurbana e una breve accelerazione più decisa. Un giro di cinque minuti attorno alla concessionaria può nascondere proprio i difetti che compaiono quando il motore è caldo o quando il GPL deve lavorare sotto sforzo.
Controllerei anche frizione, sospensioni, climatizzatore e ruggine, perché su un’auto di questa età il costo complessivo non dipende soltanto dall’impianto a gas. Un prezzo basso può smettere rapidamente di essere conveniente se si sommano serbatoio, pneumatici e lavori alla testata.
La decisione giusta si prende guardando la storia dell’auto
La Note a GPL può offrire costi d’uso contenuti e una buona praticità, ma dà il meglio quando viene acquistata nella versione corretta e con una manutenzione verificabile. Il 1.4 della E11 è più semplice e robusto nella risposta, mentre il 1.2 della E12 è più recente e parsimonioso, ma meno adatto a chi viaggia spesso a pieno carico.
Il mio consiglio finale è semplice: sceglierei un esemplare già bifuel, con serbatoio lontano dalla scadenza, avviamento regolare e fatture dei controlli. Se questi elementi mancano, il risparmio alla pompa rischia di essere soltanto apparente e una Note a benzina in ordine può diventare l’acquisto più prudente.
