Un viaggio in auto elettrica cambia completamente quando sai già dove fermarti, con quale potenza ricaricare e quale alternativa usare se una stazione è occupata. In questa guida mostro come leggere una mappa delle colonnine elettriche in autostrada, distinguere le aree di servizio dai punti vicino alle uscite e pianificare tempi, costi e margine di sicurezza.
La mappa giusta rende la ricarica autostradale molto più semplice
- PUN Maps è il punto di partenza istituzionale per filtrare posizione, potenza, connettore e, quando disponibile, stato della colonnina.
- Al 31 dicembre 2025 risultavano 1.374 punti di ricarica presso stazioni di servizio autostradali italiane.
- Considerando anche le colonnine entro 3 km dalle uscite, i punti utilizzabili diventavano 4.170.
- Per i viaggi lunghi conviene arrivare alla sosta con almeno 15-20% di batteria e avere sempre un’alternativa.
- Il prezzo dipende da operatore, app e potenza, ma una ricarica rapida può costare circa 0,60-0,70 euro/kWh.
Dove trovare una mappa affidabile delle colonnine autostradali
Io partirei dalla Piattaforma Unica Nazionale, conosciuta anche come PUN. La sua mappa permette di cercare i punti di ricarica in Italia e di applicare filtri utili, come potenza, tipo di presa, gestore e posizione. Per alcune infrastrutture mostra anche disponibilità in tempo reale e tariffa, ma queste informazioni dipendono dai dati condivisi dall’operatore.
Le app dei singoli gestori restano importanti quando ho già individuato una stazione. Possono indicare meglio il prezzo effettivo, eventuali abbonamenti, la procedura di avvio e i costi di occupazione dopo la ricarica. Per una verifica più ampia si possono affiancare servizi come Google Maps, PlugShare o Chargemap, tenendo però presente che commenti e disponibilità non sono sempre aggiornati allo stesso modo.
Anche i concessionari autostradali offrono strumenti utili. Autostrade per l’Italia consente di filtrare le aree di servizio in base alla presenza di colonnine, mentre ANAS pubblica informazioni sulle infrastrutture presenti nella rete gestita direttamente. Non uso una sola fonte quando devo percorrere molti chilometri: confronto la mappa generale con l’app del gestore e controllo la stazione alternativa più vicina.
Quali filtri attivare
- Corrente continua DC, indispensabile per una sosta breve;
- potenza minima di 100 o 150 kW, se l’auto può sfruttarla;
- connettore CCS2, oggi lo standard più comune per la ricarica rapida delle auto elettriche in Europa;
- stato “disponibile” o “in servizio”;
- presenza di più punti nella stessa stazione, utile nei periodi di punta;
- distanza dall’uscita e direzione di marcia.
Come leggere davvero la posizione sulla mappa
Il segnaposto più vicino alla linea dell’autostrada non è necessariamente dentro un’area di servizio. Molte colonnine si trovano fuori dal percorso a pedaggio, a pochi minuti dall’uscita. Possono essere una buona soluzione, ma bisogna calcolare il tempo per uscire, rientrare e affrontare eventuali code sulla viabilità ordinaria.
I dati più recenti raccolti da Motus-E indicano 1.374 punti presso le stazioni di rifornimento autostradali e 4.170 considerando anche le infrastrutture entro 3 km dagli svincoli. La differenza è importante perché una mappa nazionale può sembrare molto ricca, mentre sulla carreggiata che si sta percorrendo le opportunità effettive possono essere meno numerose.
Controllo sempre quattro elementi prima di scegliere una sosta:
| Elemento | Cosa verificare | Perché conta |
|---|---|---|
| Direzione | Se la stazione è accessibile nella propria carreggiata | Non tutte le aree permettono di passare facilmente da un senso all’altro |
| Potenza | Potenza massima della colonnina e dell’auto | Una colonnina da 300 kW non accelera un’auto che accetta al massimo 100 kW |
| Connettore | CCS2, Type 2 o altri standard | Evita di arrivare davanti a una presa incompatibile |
| Disponibilità | Numero di prese libere e stato aggiornato | Riduce il rischio di trovare una stazione piena o fuori servizio |
Un altro dettaglio spesso trascurato è la posizione esatta nell’area. La colonnina può trovarsi vicino al ristorante, in un parcheggio separato o in una zona accessibile da un ingresso diverso. Quando la sosta è programmata di notte o con maltempo, anche questi pochi minuti fanno la differenza.
Come pianificare una tratta senza arrivare al limite
La mia regola è semplice: non pianifico la prima ricarica quando la batteria è quasi vuota. Punto ad arrivare alla stazione con un margine del 15-20%, maggiore in inverno, con pioggia, vento o molte salite. Il consumo reale può aumentare sensibilmente rispetto al dato omologato, soprattutto in autostrada a velocità sostenuta.
Per una tratta lunga preparo una sosta principale e una di riserva. La seconda non deve essere necessariamente la migliore o la più economica: deve trovarsi a una distanza ragionevole, idealmente entro 20-30 km dalla prima. Questo evita di trasformare un guasto o una coda in una situazione di emergenza.
La potenza non dice tutto
Una colonnina da 150 kW indica la potenza massima disponibile, non quella che l’auto riceverà per tutta la sessione. La velocità dipende dalla temperatura della batteria, dal livello di carica, dalla curva di ricarica e dal fatto che la stazione possa dividere la potenza tra due veicoli.
| Tipo di ricarica | Uso più adatto | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| AC fino a 22 kW | Soste lunghe, hotel, destinazioni | Non è la scelta ideale per una pausa autostradale breve |
| DC da 50 a 100 kW | Viaggi con tempo moderato | Può essere sufficiente per recuperare autonomia durante una pausa |
| DC da 150 kW in su | Lunghe percorrenze e soste rapide | Utile solo se batteria e veicolo sono compatibili |
In molti casi è più efficiente fermarsi tra il 15 e l’80% invece di aspettare il 100%. Nella parte finale la potenza tende a ridursi, quindi gli ultimi punti percentuali possono richiedere molto più tempo del previsto. Per una batteria utilizzabile da 60 kWh, recuperare 36 kWh dal 20 all’80% significa aggiungere energia sufficiente per una nuova frazione consistente del viaggio, senza prolungare inutilmente la sosta.
Quanto costa e come evitare sorprese al pagamento
Il prezzo della ricarica rapida non è uguale in tutta Italia. Cambia in base al gestore, alla potenza, al metodo di pagamento e all’eventuale contratto di roaming. Come riferimento, nel 2026 Plenitude On The Road indica tariffe pay per use di 0,60 euro/kWh fino a 75 kW e 0,65 euro/kWh oltre 75 kW sulla propria rete, salvo condizioni specifiche della singola colonnina.
Con una tariffa di 0,65 euro/kWh, una ricarica da 40 kWh costa circa 26 euro. È un calcolo utile per stimare il viaggio, ma prima di collegare l’auto controllo sempre il prezzo nell’app o sul display, perché il costo tramite un’app di terze parti può essere diverso da quello applicato dal gestore diretto.
Bisogna considerare anche la tariffa di extra-sosta. Alcuni operatori concedono un periodo gratuito dopo la fine della ricarica e applicano poi un costo al minuto. Lasciare l’auto collegata mentre si pranza può quindi diventare più caro del previsto e, soprattutto, impedisce ad altri automobilisti di utilizzare la presa.
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App, carta e roaming
Prima di partire verifico che l’app sia configurata, che il metodo di pagamento funzioni e che l’account non richieda una nuova autenticazione. Tengo anche una seconda app o una carta RFID, perché il roaming amplia la scelta delle stazioni ma non garantisce sempre lo stesso prezzo o la stessa compatibilità.
Il punto che molti sottovalutano è la differenza tra prezzo dell’energia e costo complessivo della sosta. Una stazione leggermente più cara, ma con quattro prese funzionanti e un ristorante comodo, può essere una scelta migliore di una colonnina economica isolata che obbliga a perdere tempo in caso di attesa.
Gli errori più comuni quando si usa la mappa
- Confondere la distanza sulla mappa con il tempo reale necessario per uscire dall’autostrada e rientrare.
- Guardare solo la potenza massima senza verificare il limite dell’auto.
- Partire senza controllare il connettore e la lunghezza del cavo.
- Considerare affidabile al cento per cento uno stato di disponibilità non aggiornato.
- Pianificare una sola stazione su una tratta molto lunga.
- Arrivare con una batteria quasi scarica durante un weekend estivo o un esodo.
Durante i periodi di maggiore traffico preferisco anticipare la sosta di qualche decina di chilometri. Le stazioni ultrafast sono numerose, ma la domanda cresce rapidamente nelle stesse fasce orarie. Una batteria con margine offre libertà di scelta, mentre arrivare al 3-5% significa dipendere dalla prima colonnina disponibile.
Controllo anche la data degli ultimi aggiornamenti e le recensioni recenti. Un commento negativo di due anni fa può riferirsi a un’infrastruttura ormai sostituita, mentre una stazione appena inaugurata potrebbe non avere ancora uno storico sufficiente per essere valutata. La mappa serve a decidere, non a sostituire il controllo finale prima della partenza.
La regola dei due piani per viaggiare più tranquilli
Per usare bene una mappa delle colonnine in autostrada bastano due livelli di pianificazione. Il primo individua una stazione rapida, compatibile e con un prezzo accettabile; il secondo tiene pronta un’alternativa entro pochi chilometri, anche fuori dall’autostrada.
Io verifico sempre potenza, connettore, direzione, disponibilità e costo prima di avviare il viaggio. Con un margine del 15-20%, una sosta principale e un piano B, la ricarica smette di essere un’incognita e diventa una normale parte dell’itinerario.
