La nuova L6 punta su design, autonomia e tecnologia accessibile
- Due motorizzazioni previste: plug-in hybrid e batteria elettrica.
- La versione elettrica dichiara circa 450 km WLTP e ricarica rapida dal 30 all’80% in circa 22 minuti.
- La plug-in hybrid combina un 1.5 turbo benzina con motori elettrici per 279 CV.
- Con una lunghezza di circa 4,55 metri, è un SUV compatto a cinque posti.
- Il prezzo italiano della L6 non è ancora definitivo, ma le stime partono da circa 35.000 euro.

Che cos’è la Lepas L6 e perché interessa il mercato italiano
L6 è il SUV di segmento C del nuovo marchio del gruppo Chery, collocato tra la più compatta L4 e la più grande L8. Con una lunghezza compresa tra 4,55 e 4,57 metri, offre cinque posti e proporzioni adatte sia all’uso familiare sia a chi cerca un crossover dall’immagine più ricercata.
Il debutto europeo è avvenuto a Milano durante la Design Week 2026. La scelta non è casuale: Lepas vuole distinguersi soprattutto per stile, qualità percepita e interfaccia digitale, entrando in una fascia già affollata da modelli come Hyundai Tucson, Kia Sportage, BYD Seal U, Omoda 7 e Jaecoo 7.
In Italia il marchio ha iniziato la propria espansione con la L8, mentre la L6 è attesa nel corso del 2026. Secondo Quattroruote, il listino della L6 non è ancora ufficiale e la cifra di circa 35.000 euro va considerata una stima, non un prezzo definitivo.
Questo punto conta più di quanto sembri. Un nuovo marchio deve ancora dimostrare solidità della rete di assistenza, disponibilità dei ricambi e valore dell’usato. Il prodotto può essere interessante, ma io non valuterei solo il rapporto tra dotazione e prezzo d’ingresso.
Due sistemi elettrificati con esigenze molto diverse
La gamma non propone semplicemente due allestimenti, ma due modi differenti di vivere l’auto. La versione plug-in hybrid è pensata per chi percorre spesso lunghe distanze e non vuole dipendere completamente dalla rete di ricarica. La BEV, invece, ha senso soprattutto per chi può ricaricare a casa o sul posto di lavoro.
| Caratteristica | Versione plug-in hybrid | Versione 100% elettrica |
|---|---|---|
| Motore | 1.5 turbo benzina più unità elettrica | Motore elettrico anteriore |
| Potenza dichiarata | 279 CV, pari a 205 kW | 211 CV, pari a 160 kW |
| Batteria | 18,4 kWh | 65 kWh nei dati italiani, 67 kWh in alcune specifiche estere |
| Autonomia | Fino a circa 1.200 km combinati | Fino a circa 450 km WLTP |
| 0-100 km/h | 7,9 secondi | 7,8 secondi |
| Ricarica rapida | Dipende dalla configurazione e dalla rete disponibile | 30-80% in circa 22 minuti, fino a 120 kW |
La plug-in hybrid utilizza un motore 1.5 TGDi e una batteria relativamente compatta. Il dato di 1.200 km di autonomia combinata è interessante per chi viaggia, ma va letto insieme al consumo dichiarato e alla condizione di partire con la batteria carica. Usata senza ricaricare regolarmente, perde gran parte del vantaggio economico di questo schema.
Anche sulla BEV serve prudenza. Il comunicato europeo di Lepas UK parla di 67 kWh e 270 miglia secondo il ciclo WLTC, cioè circa 435 km. Le informazioni diffuse per l’Italia indicano invece 65 kWh e 450 km WLTP. La differenza può dipendere da omologazione, allestimento e mercato, quindi aspetterei la scheda tecnica italiana definitiva prima di confrontarla con le rivali.
Autonomia e ricarica nella vita reale
Un’autonomia dichiarata tra 435 e 450 km colloca la L6 elettrica nella fascia più interessante dei SUV medi, almeno sulla carta. In autostrada, però, la percorrenza reale può scendere sensibilmente, soprattutto d’inverno, con pneumatici grandi, pieno carico e velocità elevate. Per un viaggio lungo considererei più realistico un margine operativo di circa 300-350 km tra una ricarica e l’altra.
La ricarica continua fino a 120 kW consente di passare dal 30 all’80% in circa 22 minuti. Non è un valore da architettura a 800 volt, ma è sufficiente per una pausa breve in autostrada. Il dato più importante sarà la curva di ricarica, cioè quanto a lungo l’auto riesce a mantenere una potenza elevata, non soltanto il picco massimo.
La ricarica in corrente alternata arriva a circa 9,9 kW nei dati italiani. Con una wallbox domestica, il pieno notturno è quindi lo scenario più naturale. Io vedo qui il vero punto di forza della BEV: se l’auto parte ogni mattina carica, una batteria da circa 65 kWh copre senza difficoltà la maggior parte degli spostamenti settimanali.
Chi vive in condominio o non dispone di una colonnina affidabile dovrebbe fare un calcolo diverso. In quel caso la plug-in hybrid può offrire più flessibilità, ma solo se viene collegata spesso. Altrimenti si trasforma in un SUV pesante con un motore termico che deve trasportare una batteria quasi sempre scarica.
Abitacolo, sicurezza e dotazione digitale
La L6 punta su un ambiente moderno, con infotainment centrale da 13,2 pollici, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e un’impostazione più curata rispetto a quella di molti SUV generalisti. Gli allestimenti italiani dovrebbero includere già nella versione d’accesso fari Full LED, climatizzatore bizona, accesso senza chiave e sistemi di assistenza alla guida di livello 2.
La versione Premium aggiunge elementi più orientati al comfort, come cerchi da 20 pollici, sedili anteriori riscaldabili e ventilati, tetto panoramico, impianto Sony a otto altoparlanti e funzioni di parcheggio remoto. Sono accessori piacevoli, ma i cerchi più grandi possono aumentare consumi, rumorosità e costo degli pneumatici.
Il bagagliaio cambia in modo significativo tra le due alimentazioni. La plug-in hybrid offre circa 435-1.255 litri, mentre l’elettrica è indicata tra 323 e 435 litri. Per una famiglia, questa differenza può contare più dello schermo grande o dell’impianto audio, soprattutto quando si viaggia con passeggino e valigie.
La dotazione di sicurezza promette assistenza alla guida evoluta e fino a dieci airbag, ma attenderei i risultati dei test Euro NCAP e la configurazione effettivamente venduta in Italia. Una funzione elettronica ben pubblicizzata non sostituisce una buona taratura di frenata, sterzo e mantenimento di corsia.
Prezzo atteso e alternative da confrontare
Il riferimento attuale per la L6 italiana è un prezzo d’ingresso stimato attorno ai 35.000 euro, mentre la L8 plug-in hybrid parte da 41.700 euro. Finché Lepas non pubblicherà il listino ufficiale, è prematuro parlare di vera convenienza, soprattutto perché il prezzo finale dipenderà da allestimento, promozioni, eventuali incentivi e costi di messa su strada.
Nel confronto diretto guarderei soprattutto a Omoda 7 e Jaecoo 7, che condividono parte della tecnologia del gruppo Chery, ma anche a BYD Seal U, MG HS e ai SUV elettrici di Hyundai e Kia. La L6 può giocare bene la carta della dotazione ricca, ma dovrà convincere sul servizio post-vendita e sulla gestione del valore residuo.
La plug-in hybrid è la scelta più equilibrata per chi percorre molti chilometri fuori città e può ricaricare ogni sera. La BEV è più coerente per chi usa l’auto prevalentemente in ambito urbano ed extraurbano, percorre meno di 250-300 km al giorno e dispone di una ricarica regolare.
La verifica decisiva prima di scegliere la L6
- Controllerei il listino italiano definitivo, senza basarmi sulle stime iniziali.
- Chiederei quale autonomia e quale batteria siano omologate per l’allestimento scelto.
- Verificherei rete di assistenza, garanzia della batteria e tempi di consegna dei ricambi.
- Confronterei il bagagliaio reale con le esigenze della famiglia, non solo il dato massimo dichiarato.
- Farei una prova su strada valutando sterzo, comfort, rumorosità e taratura degli assistenti.
La L6 ha gli ingredienti per ritagliarsi uno spazio: design riconoscibile, tecnologia abbondante e una gamma elettrificata capace di parlare a utenti diversi. La mia impressione è positiva, ma ancora sospesa: il modello diventerà davvero interessante quando prezzo italiano, omologazione definitiva e rete di assistenza saranno chiari. Fino ad allora conviene considerarlo un promettente nuovo ingresso, non ancora una scelta scontata.
