Una Lancia Ypsilon a metano può ancora essere una scelta intelligente per chi percorre molti chilometri in città e ha un distributore comodo lungo il tragitto. Il punto, però, è capire quale versione si sta acquistando, quanto consuma davvero e in che condizioni si trovano bombole, impianto e motore. Qui raccolgo dati tecnici, costi realistici, vantaggi e controlli indispensabili sull’usato.
La scelta ha senso soprattutto con un distributore vicino
- È un modello usato: la Ypsilon oggi è proposta a benzina, ibrida ed elettrica, non a metano.
- Il motore più diffuso è il bicilindrico 0.9 TwinAir turbo, generalmente da 80 CV nelle prime versioni.
- Il dato ufficiale della scheda tecnica indica circa 3,1 kg di metano ogni 100 km e 12 kg di capacità.
- Il bagagliaio scende a circa 202 litri perché le bombole occupano spazio sotto il pianale.
- Prima dell’acquisto bisogna verificare revisione delle bombole, funzionamento a gas e disponibilità dei rifornimenti nella propria zona.

Che cos’è davvero la Ypsilon a metano oggi
La Ypsilon a metano appartiene alla precedente generazione della city car Lancia ed è identificata soprattutto dalla denominazione Ecochic. Non va confusa con la Ypsilon Mild Hybrid più recente, che utilizza un motore a benzina affiancato da un piccolo sistema elettrico.
Nel 2026 la gamma ufficiale comprende versioni a benzina, ibride ed elettriche. La variante a gas naturale non è più ordinabile nuova e si trova quasi esclusivamente nel mercato dell’usato, con esemplari prodotti negli ultimi anni della terza serie.
Il modello più interessante è il 0.9 TwinAir turbo benzina-metano. Nelle prime configurazioni sviluppava 80 CV e 140 Nm di coppia, mentre negli annunci più recenti si incontrano anche valori intorno a 70-71 CV in base all’anno e all’omologazione. Per questo io controllo sempre il libretto, senza fidarmi soltanto del titolo dell’inserzione.
| Caratteristica | Ypsilon Ecochic metano |
|---|---|
| Motore | 0.9 TwinAir turbo, 875 cm³ |
| Alimentazione | Metano e benzina |
| Potenza delle prime versioni | 80 CV, 59 kW |
| Cambio | Manuale a 5 marce |
| Capacità bombole | Circa 12 kg di metano |
| Serbatoio benzina | 40 litri |
| Bagagliaio | Circa 202 litri |
La scheda tecnica pubblicata da Quattroruote riporta, per una versione del 2013, 167 km/h di velocità massima, 13,1 secondi nello 0-100 km/h e 86 g/km di CO₂ quando il motore funziona a metano. Sono dati di omologazione utili per confrontare le auto, ma non vanno interpretati come risultati garantiti nella guida quotidiana.
Consumi e autonomia dipendono più dal percorso che dal contachilometri
Il consumo dichiarato per la versione a metano è di circa 3,1 kg ogni 100 km nel ciclo combinato dell’epoca. Con 12 kg disponibili, il calcolo teorico porta a poco meno di 400 km a gas, ma temperatura, pressione di rifornimento, traffico e stile di guida possono modificare sensibilmente il risultato.
La benzina non è un semplice dato di riserva. Serve per affrontare i tratti in cui non si trova un distributore, per gli avviamenti e come sicurezza quando la pressione nelle bombole scende troppo. L’autonomia complessiva dichiarata può superare i 1.300 km, sommando metano e benzina, ma nella vita reale conta soprattutto quanti chilometri si riescono a fare tra due distributori.
Io considero interessante questa motorizzazione quando l’auto percorre almeno 15.000-20.000 km l’anno, con una buona quota di tragitti urbani o extraurbani brevi. Per chi usa la vettura soltanto nel fine settimana, il risparmio sul carburante rischia di non compensare la maggiore complessità dell’impianto e la manutenzione specifica.
Per calcolare il costo reale basta una formula semplice. Si moltiplica il consumo effettivo per il prezzo del metano e si confronta il risultato con quello della benzina. Per esempio, con un consumo reale ipotetico di 3,8 kg/100 km e un prezzo di 1,30 euro al chilogrammo, la spesa sarebbe di circa 4,94 euro ogni 100 km. È un esempio di calcolo, non una tariffa nazionale fissa.
Metano, GPL, benzina o ibrido quale conviene davvero
Il confronto non si risolve scegliendo il carburante teoricamente più economico. Io guardo prima la rete di rifornimento, poi i costi di acquisto e infine il tipo di percorso. Una Ypsilon a metano senza un distributore raggiungibile facilmente può diventare meno pratica di una benzina che costa di più a ogni pieno.
| Soluzione | Punto forte | Limite principale | Per chi la sceglierei |
|---|---|---|---|
| Metano | Costi chilometrici contenuti e basse emissioni allo scarico | Rete di distributori non uniforme e impianto da controllare con attenzione | Chi percorre molti chilometri e ha rifornimenti comodi |
| GPL | Buona disponibilità dei distributori e autonomia pratica | Consumi volumetrici più elevati rispetto alla benzina | Chi vuole un compromesso semplice per città e provincia |
| Benzina | Meccanica più semplice e rifornimento sempre disponibile | Costo al chilometro generalmente superiore | Chi percorre pochi chilometri o viaggia spesso fuori zona |
| Ibrida | Comfort nel traffico e consumi ridotti in città | Prezzo d’acquisto più alto e tecnologia diversa dal metano | Chi cerca un’auto più recente per uso urbano |
Il metano resta vantaggioso soprattutto con una percorrenza regolare. Il GPL, invece, può essere più comodo per chi viaggia spesso in regioni diverse. L’ibrida moderna offre più comfort nel traffico, ma non è un’alternativa diretta se l’obiettivo principale è acquistare una piccola usata spendendo poco.
Cosa controllare prima di comprare un esemplare usato
Il prezzo d’annuncio non deve essere il primo criterio. In base agli annunci presenti sul mercato, le Ypsilon a metano più anziane e con molti chilometri possono stare intorno a 3.000-7.000 euro, mentre gli esemplari più recenti e con percorrenze contenute possono arrivare a circa 8.000-11.000 euro. Il passaggio di proprietà, la manutenzione iniziale e l’eventuale revisione dell’impianto vanno aggiunti al budget.
Bombole e documentazione
La verifica più importante riguarda le bombole del metano. Bisogna controllare la data impressa, la documentazione delle revisioni e l’assenza di corrosione, urti o deformazioni. Se il venditore non sa dimostrare che i controlli sono in regola, io farei esaminare l’auto da un’officina autorizzata prima di firmare qualsiasi accordo.
Controllerei anche il numero di telaio, la classe Euro indicata sul libretto e la corrispondenza tra impianto montato e dati di omologazione. Una vettura Euro 5 o Euro 6 può avere accesso più favorevole alle limitazioni locali, ma le regole cambiano da Comune a Comune e non conviene dare per scontata la circolazione in ogni ZTL.
Motore TwinAir e impianto a gas
Il bicilindrico turbo deve avviarsi senza esitazioni sia a freddo sia dopo una sosta breve. Durante la prova bisogna verificare che il passaggio benzina-metano sia regolare, senza vuoti, spie o commutazioni continue. Minimo irregolare, rumori metallici, fumosità e perdita di potenza sono segnali da approfondire, non dettagli da attribuire semplicemente all’età.
La distribuzione del TwinAir è a catena, ma questo non significa manutenzione zero. Olio corretto, intervalli rispettati, candele e controllo del turbocompressore incidono molto sulla durata. Chiederei fatture e tagliandi, non soltanto il libretto dei servizi compilato a penna.
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Prova su strada e costi nascosti
In accelerazione il motore deve salire di giri senza strappi e la frizione non deve slittare. Va ascoltato anche il retrotreno, perché le bombole aggiungono peso e una vettura usata per anni su strade dissestate può presentare usura a sospensioni, supporti e ammortizzatori.
Prima dell’acquisto metterei in conto almeno una diagnosi elettronica, una verifica del sottoscocca e un controllo dei freni. Una spesa preventiva di 100-200 euro può evitare un intervento molto più costoso appena dopo il passaggio di proprietà.
In città è brillante, in autostrada richiede aspettative realistiche
La Ypsilon a metano dà il meglio nei percorsi urbani e sulle strade provinciali. Le dimensioni compatte, il diametro di sterzata ridotto e il motore turbo rendono l’auto agile nel traffico. Il peso aggiuntivo delle bombole, però, si sente quando si viaggia a pieno carico.
In autostrada può mantenere velocità di crociera normali, ma i sorpassi richiedono più anticipo, soprattutto con quattro persone e bagagli. Il bagagliaio da circa 202 litri è sufficiente per la spesa o per un viaggio breve, non per una vacanza familiare senza organizzare bene i carichi.
La rete dei distributori è il vero ago della bilancia. Prima di comprare, traccerei per almeno una settimana i percorsi abituali e verificherei che esista un punto di rifornimento vicino a casa, al lavoro o lungo la strada principale. Se per fare rifornimento servono deviazioni frequenti di 15 o 20 chilometri, una parte del risparmio svanisce subito.
Il funzionamento a metano può inoltre essere un vantaggio nelle aree soggette a limitazioni antinquinamento, ma non sostituisce la verifica delle ordinanze locali. La classe Euro, il Comune e il tipo di provvedimento contano più della semplice presenza dell’impianto.
La scelta giusta si decide davanti al distributore e al libretto
Io prenderei una Lancia Ypsilon a metano soltanto se trovassi un esemplare con documenti completi, bombole in regola e manutenzione dimostrabile. Il prezzo basso è interessante, ma non deve nascondere un impianto da revisionare o un motore trascurato.
Per chi percorre molti chilometri in una zona ben servita, questa piccola Lancia può ancora offrire costi di esercizio convincenti e una guida piacevole. Per un utilizzo saltuario, per lunghi viaggi senza rifornimenti programmati o quando si cerca un’auto nuova, prenderei in considerazione benzina, ibrido o elettrico, perché oggi la Ypsilon a metano è una soluzione del mercato usato e non una proposta attuale della gamma.
