Una wagon di oltre cinque metri, con fino a 1.156 CV e un abitacolo da berlina di lusso: la Denza Z9 GT porta nel segmento premium una combinazione insolita di prestazioni, comfort e tecnologia. In questo articolo analizzo le versioni elettrica e plug-in hybrid, i dati tecnici, la ricarica, l’abitabilità, i prezzi indicativi in Italia e i compromessi da considerare prima dell’acquisto.
La gran turismo cinese che punta al segmento premium europeo
- Due motorizzazioni disponibili, elettrica pura e ibrida plug-in DM.
- La versione EV offre 1.156 CV, 600 km WLTP e uno 0-100 km/h in 2,7 secondi.
- La DM sviluppa 776 CV, percorre fino a 203 km in elettrico e raggiunge 805 km complessivi dichiarati.
- La tecnologia più originale comprende quattro ruote sterzanti, marcia laterale e rotazione sul posto.
- Il prezzo italiano si colloca indicativamente tra 102.450 e 118.950 euro, in base alla versione e al listino applicato.

Che cos’è davvero la Denza Z9 GT
La Z9 GT è una shooting brake a cinque porte, cioè una vettura con linea sportiva da coupé ma portellone posteriore e maggiore versatilità rispetto a una berlina tradizionale. Il marchio Denza appartiene al gruppo BYD e occupa una posizione più alta rispetto ai modelli generalisti della casa cinese, con l’obiettivo di competere con marchi come Porsche, Mercedes-Benz, BMW e Audi.
Il progetto nasce sulla piattaforma e³, sviluppata per gestire più motori elettrici, sterzata posteriore indipendente e diversi tipi di propulsione. La carrozzeria è molto slanciata, ma le dimensioni sono importanti: la versione elettrica misura 5,18 metri di lunghezza, mentre l’ibrida arriva a 5,195 metri.
Il design è uno dei punti più riusciti. I fari anteriori a 108 zone, i cerchi da 21 pollici e la fiancata ispirata alla fluidità della seta danno all’auto una presenza scenica notevole. A mio avviso, non è una vettura che cerca di passare inosservata: punta apertamente sull’effetto sorpresa, ma senza ricorrere a forme eccessivamente aggressive.
Due versioni per esigenze molto diverse
La gamma europea propone una EV completamente elettrica e una DM plug-in hybrid. La scelta non riguarda soltanto il tipo di alimentazione, perché cambia il modo stesso di vivere l’auto. La prima privilegia silenzio, accelerazione e semplicità meccanica; la seconda offre maggiore flessibilità nei viaggi lunghi grazie al motore a benzina.
| Caratteristica | Z9 GT EV | Z9 GT DM |
|---|---|---|
| Motorizzazione | Tre motori elettrici | Tre motori elettrici più 2.0 turbo benzina |
| Potenza massima | 1.156 CV | 776 CV |
| 0-100 km/h | 2,7 secondi | 3,6 secondi |
| Velocità massima | 270 km/h | 260 km/h |
| Batteria | 122,49 kWh | 63,82 kWh |
| Autonomia elettrica WLTP | 600 km | 203 km |
| Autonomia combinata dichiarata | Non applicabile | 805 km |
La EV è la scelta più coerente per chi può ricaricare a casa o dispone di infrastrutture rapide affidabili lungo i percorsi abituali. La batteria Blade LFP di seconda generazione ha una capacità di 122,49 kWh e consente un’autonomia omologata di 600 km, anche se nell’uso reale il risultato dipenderà da velocità, temperatura, pneumatici e stile di guida.
La DM monta una batteria più compatta da 63,82 kWh e dichiara 203 km in modalità elettrica. Per gli spostamenti quotidiani può quindi funzionare quasi come un’elettrica, mentre il motore 2.0 turbo diventa una rete di sicurezza nei viaggi più lunghi. Io la prenderei in considerazione soprattutto per chi non ha una ricarica domestica semplice o percorre spesso autostrade senza voler pianificare ogni sosta.
Prestazioni sorprendenti ma non prive di compromessi
Con 1.156 CV e 1.210 Nm, la Z9 GT EV offre numeri da supercar. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi è più che sufficiente per impressionare anche chi arriva da automobili sportive tradizionali. La DM è leggermente meno estrema, ma con 776 CV e 3,6 secondi sullo 0-100 km/h rimane una delle ibride plug-in più rapide disponibili nel segmento.
La parte più interessante, però, non è soltanto la potenza. I due motori posteriori possono gestire separatamente le ruote e collaborano con il sistema di sterzata posteriore. In determinate condizioni le ruote posteriori girano in direzione opposta a quelle anteriori, riducendo il raggio di svolta a circa 5,35 metri. Per un’auto lunga oltre cinque metri è un dato notevole.
La funzione di marcia laterale, spesso chiamata Crab Walk, consente di spostare la vettura con un angolo fino a 8,5 gradi. Non è un giocattolo da usare ogni giorno, ma può aiutare in un parcheggio stretto o durante una manovra complessa. La rotazione a 360 gradi sul posto è ancora più scenografica, anche se richiede spazio e condizioni adatte.
La piattaforma integra anche il sistema VMC, cioè un controllo centralizzato di frenata, sospensioni, sterzo e coppia motrice. Secondo i dati ufficiali, il tempo di trasmissione dei comandi può arrivare a soli 10 millisecondi. Il vantaggio pratico non è una guida autonoma, ma una risposta più rapida e precisa quando l’auto deve correggere l’assetto.
Qui emerge il primo compromesso. La Z9 GT può essere agile rispetto alla sua mole, ma non diventa una compatta. Su strade strette, box italiani e parcheggi multipiano, la larghezza di quasi due metri resta un fattore da valutare con attenzione. La tecnologia aiuta, ma non cancella l’ingombro fisico.
Un abitacolo da ammiraglia con tecnologia in abbondanza
L’interno punta chiaramente al comfort di rappresentanza. I sedili in pelle Nappa offrono massaggio, ventilazione, riscaldamento e poggiagambe estesi, mentre anche i passeggeri posteriori ricevono un trattamento da prima classe. L’impostazione è più vicina a una grande berlina executive che a una wagon sportiva tradizionale.
La plancia ospita uno schermo centrale da 17,3 pollici, affiancato da due display da 13,2 pollici per strumentazione e passeggero anteriore. C’è anche un head-up display con realtà aumentata su un’area dichiarata di 50 pollici. Sulla carta è una dotazione impressionante; nella pratica, il rischio è avere troppe informazioni davanti agli occhi.
Tra gli elementi più curiosi ci sono il frigorifero con funzione di raffreddamento e riscaldamento, la ricarica wireless da 50 W e l’impianto audio Devialet da 20 altoparlanti e 1.150 W. Sono dettagli che rendono l’esperienza più esclusiva, ma incidono anche sul peso, sulla complessità e sul prezzo finale.
Gli specchietti digitali sono disponibili come optional e promettono una visuale più ampia con una riduzione degli angoli ciechi. Personalmente li considero una soluzione interessante solo dopo una prova approfondita, perché il passaggio dalla percezione di uno specchio tradizionale a quella di uno schermo richiede un certo adattamento, soprattutto di notte o sotto la pioggia.
Ricarica, autonomia e utilizzo quotidiano
La Z9 GT EV dichiara 600 km secondo il ciclo WLTP, un valore che la rende adatta anche ai viaggi interurbani. Non significa però percorrere 600 km in autostrada senza soste. A velocità elevate, con clima acceso e temperature basse, è più realistico ragionare su un margine sensibilmente inferiore e programmare le fermate con prudenza.
La tecnologia FLASH Charging promette tempi molto rapidi sulle infrastrutture compatibili. Denza dichiara per la versione DM un passaggio dal 10 al 70% in circa cinque minuti e dal 10 al 97% in nove minuti. Sono numeri notevoli, ma dipendono dalla disponibilità di colonnine con potenza adeguata, dalla temperatura della batteria e dalle condizioni della rete.
Per la ricarica domestica il caricatore AC arriva a 11 kW. Una wallbox trifase può quindi essere sufficiente per ricaricare durante la notte, mentre una presa domestica normale sarebbe poco pratica per una batteria di queste dimensioni. Prima dell’acquisto controllerei anche la potenza disponibile in casa e la possibilità di installare una wallbox, non soltanto l’autonomia dichiarata.
La DM è più semplice da gestire per chi viaggia spesso. Con 203 km elettrici può coprire molti tragitti quotidiani senza avviare il motore termico, mentre il sistema ibrido elimina l’ansia da ricarica nei percorsi lunghi. Il rovescio della medaglia è una meccanica più complessa e una minore efficienza quando la batteria è scarica.
Prezzo in Italia e avversarie da considerare
Le comunicazioni relative al lancio italiano collocano la versione plug-in hybrid intorno a 102.450 euro e la variante elettrica intorno a 116.450 euro. Alcuni listini e rilevazioni successive riportano invece circa 104.950 euro per la DM e 118.950 euro per la EV. La differenza può dipendere da aggiornamenti commerciali, dotazioni incluse, promozioni e modalità di immatricolazione.
In ogni caso, si parla di una vettura che supera abbondantemente i 100.000 euro. Il confronto più naturale è con modelli come Porsche Panamera Sport Turismo, Mercedes-AMG GT 4-Door e alcune versioni elettriche di Audi e BMW. La Denza offre più potenza e una dotazione tecnologica molto ricca, ma deve ancora costruire in Italia la stessa fiducia in termini di rete, valore residuo e assistenza.
La dotazione di serie è ampia e riduce il rischio di un configuratore pieno di optional costosi. Il punto da verificare con attenzione è il servizio post-vendita. La disponibilità dei centri, i tempi per i ricambi, la gestione degli aggiornamenti software e il valore dell’usato pesano molto su un acquisto di questo livello.
Secondo le prove pubblicate da alVolante, la vettura colpisce per comfort e agilità, ma il bagagliaio non è proporzionato alle dimensioni esterne. La capacità indicata è di circa 495 litri sulla EV e 478 litri sulla DM, con un vano anteriore aggiuntivo da 53 litri. È sufficiente per l’uso quotidiano, ma non è la scelta giusta per chi cerca una grande wagon da carico.
Per chi ha senso scegliere questo modello
La versione EV è adatta a chi vuole una gran turismo silenziosa, estremamente rapida e ricca di tecnologia, con possibilità di ricaricare regolarmente a casa. È una scelta affascinante per chi cerca qualcosa di diverso dalle solite berline premium e accetta di essere tra i primi clienti di un marchio ancora giovane in Europa.
La DM è più razionale per chi percorre molti chilometri, vive in una zona con infrastrutture di ricarica non ancora capillari o desidera usare l’auto elettricamente in città senza rinunciare ai viaggi autostradali. Non va però considerata una soluzione economica: il prezzo d’acquisto, il peso e la complessità tecnica restano elevati.
Io non sceglierei la Z9 GT soltanto per i 1.156 CV. La sua vera peculiarità è l’insieme formato da sterzata posteriore, comfort da ammiraglia, infotainment evoluto e possibilità di scegliere tra due propulsioni molto diverse. Prima di firmare, farei una prova reale in città, controllerei il box e valuterei con il concessionario rete di assistenza, garanzia e tempi di consegna.
La Denza Z9 GT va giudicata anche oltre i numeri
Questa gran turismo dimostra quanto velocemente i costruttori cinesi stiano entrando nella fascia alta del mercato europeo. I dati sono spettacolari, ma il successo in Italia dipenderà dalla capacità di trasformare la tecnologia in un’esperienza semplice, affidabile e sostenibile nel tempo.
Per me, la scelta più equilibrata dipende dall’uso reale. EV per chi ricarica facilmente e vuole il massimo delle prestazioni, DM per chi cerca maggiore libertà nei viaggi. In entrambi i casi, la Z9 GT non è una wagon pratica in senso classico, ma una lussuosa dimostrazione di quanto possa diventare sofisticata una vettura elettrificata quando il budget non è il primo vincolo.
