Una targa scolorita non è solo un problema estetico: se numeri e lettere non risultano chiaramente leggibili, si rischiano contestazioni, problemi alla revisione e una pratica di reimmatricolazione. La sostituzione può essere gratuita quando lo scolorimento dipende da un difetto di fabbricazione, mentre l’usura normale o un danno accidentale restano a carico del proprietario.
La gratuità dipende dalla causa dello scolorimento
- Difetto di fabbrica: la targa può essere sostituita senza costi, ma serve una verifica della Motorizzazione.
- Usura o danno: di norma è necessaria la reimmatricolazione del veicolo.
- Sanzione possibile: circolare con una targa non chiaramente leggibile può comportare una multa da 42 a 173 euro.
- Documenti principali: modello TT2119, targhe deteriorate, carta di circolazione o Documento Unico e documenti personali.
- Ritocchi fai da te: pennarelli, vernici e adesivi non sono una soluzione regolare e possono creare ulteriori problemi.

Quando la targa sbiadita può essere sostituita gratis
La sostituzione gratuita è possibile quando lo scolorimento deriva da un vizio del materiale o del processo produttivo. È il caso, per esempio, di targhe che perdono il colore rifrangente in modo anomalo, anche senza urti, piegature o esposizione a prodotti aggressivi.
Non basta però presentarsi allo sportello sostenendo che la targa è vecchia. La Motorizzazione deve valutare il pezzo e stabilire se il deterioramento sia compatibile con un difetto originario. Se la causa viene riconosciuta, la nuova targa mantiene la stessa numerazione e il proprietario non sostiene i costi della ristampa.
La situazione cambia quando la targa è semplicemente consumata dal tempo, graffiata, deformata, corrosa o danneggiata durante un lavaggio. In questi casi non esiste un diritto automatico alla sostituzione gratuita. Il Portale dell’Automobilista considera deteriorata la targa quando non sono leggibili tutti i dati e indica, per questa eventualità, la reimmatricolazione del veicolo.
Il colore sbiadito è sempre un difetto di fabbrica?
No. Una targa può perdere contrasto per diverse ragioni, tra cui sole, sale, detergenti troppo aggressivi o abrasioni. Nella pratica, la differenza decisiva è la presenza di un deterioramento anomalo e riconducibile alla produzione, non il semplice fatto che la targa sia datata.
Io guarderei soprattutto tre elementi: uniformità dello scolorimento, assenza di segni d’urto e perdita della rifrangenza. Se il difetto interessa soltanto una targa e compare in modo irregolare, conviene comunque chiedere una valutazione ufficiale prima di pagare una reimmatricolazione.
Come chiedere la verifica alla Motorizzazione
Il primo passaggio è rivolgersi all’Ufficio della Motorizzazione Civile competente, preferibilmente dopo aver verificato modalità di prenotazione e documenti richiesti dalla sede. La targa non dovrebbe essere sostituita, riverniciata o modificata prima del controllo, perché ogni intervento può rendere più difficile accertare l’origine del problema.
- Porta la targa scolorita e, se necessario, anche l’altra targa del veicolo.
- Presenta la carta di circolazione o il Documento Unico.
- Porta documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario.
- Chiedi l’esame per possibile difetto di fabbricazione.
- Conserva il numero di protocollo o la ricevuta della richiesta.
La documentazione può cambiare leggermente tra gli uffici. Per questo consiglio di verificare prima se la sede richiede un modulo specifico, fotografie, un’autocertificazione o la presenza diretta dell’intestatario. Una telefonata preventiva può evitare un viaggio a vuoto, soprattutto quando l’ufficio riceve solo su appuntamento.
Che cosa succede dopo il controllo
Se il difetto viene riconosciuto, la targa viene ritirata e avviata alla procedura di sostituzione. La nuova unità dovrebbe riportare gli stessi caratteri identificativi, perché non si tratta di una normale reimmatricolazione.
Se invece l’ufficio ritiene che il problema dipenda da usura o danneggiamento, la richiesta gratuita viene respinta. In quel caso occorre procedere con la pratica ordinaria, sostenendo i relativi costi e accettando l’assegnazione di una nuova combinazione alfanumerica.
Quando serve la reimmatricolazione e quanto può costare
La reimmatricolazione è normalmente necessaria quando la targa non è più integralmente leggibile, anche se soltanto una delle due targhe presenta il problema. La procedura comporta il rilascio di nuove targhe, nuova carta di circolazione e nuovo certificato di proprietà o Documento Unico.
Le cifre dipendono dal tipo di veicolo, dalla provincia e dagli eventuali compensi dell’agenzia. Come riferimento concreto, una scheda pubblicata da un Ufficio della Motorizzazione indica per un’autovettura diritti di motorizzazione pari a 10,20 euro, imposta di bollo di 64 euro, costo della targa di circa 41,37-41,78 euro e una formalità ACI di 27 euro.
| Voce | Autovettura | Motociclo |
|---|---|---|
| Diritti di motorizzazione | 10,20 euro | 10,20 euro |
| Imposta di bollo indicata nella pratica | 64 euro | 64 euro |
| Costo della targa | 41,37-41,78 euro | 22,26 euro |
| Formalità ACI indicata nell’avviso | 27 euro | 27 euro |
| Totale indicativo | 142,57-142,98 euro | 123,46 euro |
Questi importi sono un riferimento operativo, non un tariffario universale. Prima del pagamento bisogna controllare le somme aggiornate richieste dalla propria Motorizzazione, oltre al costo di un’eventuale agenzia di pratiche auto. Il fai da te costa meno, ma richiede più attenzione nella compilazione e nei versamenti.
Documenti, tempi e possibilità di circolare
Per la reimmatricolazione vengono generalmente richiesti il modello TT2119, le targhe deteriorate ancora disponibili, il documento di circolazione e le copie dei documenti dell’intestatario. In alcuni casi l’ufficio può chiedere anche un’autocertificazione o una denuncia, soprattutto quando una targa è stata smarrita o non può essere restituita.
Un avviso operativo pubblicato sul Portale dell’Automobilista indica, per una specifica sede, tempi di evasione fino a 30 giorni. Se la revisione del veicolo è regolare, può essere rilasciato un permesso provvisorio di circolazione con validità massima di 30 giorni. Poiché le modalità pratiche possono variare, è importante farsi consegnare per iscritto il titolo che autorizza a circolare.
Non viaggerei all’estero con una targa provvisoria, un pannello bianco o una soluzione temporanea senza aver ricevuto un’autorizzazione esplicita. Anche quando la circolazione in Italia è consentita, il riconoscimento del documento fuori dai confini nazionali può diventare problematico.
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Il rischio della multa
L’articolo 102, comma 7, del Codice della strada prevede una sanzione da 42 a 173 euro per chi circola con una targa non chiaramente e integralmente leggibile. Il problema può emergere durante un controllo, ma anche in sede di revisione, dove la leggibilità della targa è un requisito essenziale.
Per questo non aspetterei la revisione successiva se lettere o numeri sono già difficili da distinguere. Una targa solo “un po’ scolorita” può diventare rapidamente il motivo per cui la pratica viene sospesa o il veicolo non supera il controllo.
Perché verniciare la targa è una cattiva idea
Ritoccare i caratteri con un pennarello nero può sembrare una soluzione rapida, ma altera una targa omologata e non risolve il problema della rifrangenza. Inoltre, un intervento artigianale può apparire come una manomissione durante un controllo o rendere impossibile la valutazione del difetto originario.
Lo stesso vale per targhe replicate da produttori non autorizzati. Una copia estetically simile non equivale a una targa ufficiale e non può sostituire la procedura presso Motorizzazione o Sportello Telematico dell’Automobilista. Se la targa è ancora leggibile, la scelta migliore è conservarla intatta fino all’esame.
La decisione più prudente per evitare spese inutili
La strada più conveniente è chiedere prima una verifica per possibile difetto di fabbricazione. Se l’esito è positivo, si può ottenere una nuova targa con la stessa numerazione senza sostenere la normale spesa di reimmatricolazione; se l’esito è negativo, bisogna mettere in conto una cifra indicativa di circa 120-145 euro per i costi principali, oltre agli eventuali servizi di agenzia.
Il mio consiglio finale è semplice: non verniciare la targa, non acquistare una replica e non rimandare fino alla revisione. Portare il problema alla Motorizzazione con la targa originale ancora integra è il modo più serio per capire se si tratta di un raro difetto di produzione o di un deterioramento ordinario a carico del proprietario.
