Un’auto appena arrivata in concessionaria, un prototipo ancora privo di immatricolazione o un veicolo da portare in officina non possono circolare liberamente come una vettura privata. La targa prova serve proprio a gestire questi casi, ma solo entro limiti precisi. Qui chiarisco chi può richiederla, quanto costa, come si rinnova, chi può guidare e quali errori possono portare a sanzioni.
La circolazione di prova è utile solo quando esiste una finalità concreta
- Destinatari: concessionari, commercianti autorizzati, officine, costruttori, allestitori ed enti di ricerca.
- Uso consentito: prove tecniche, dimostrazioni, trasferimenti, vendita e allestimento.
- Durata: l’autorizzazione vale 12 mesi e non può essere usata mentre è scaduta.
- Limite operativo: una sola vettura alla volta, con autorizzazione a bordo e persona delegata presente.
- Costo amministrativo: almeno 42,20 euro, a cui si aggiungono targa, assicurazione ed eventuale servizio dell’agenzia.

Che cos’è e quando si può usare
La targa prova è una targa trasferibile collegata a un’autorizzazione ministeriale. Permette di far circolare su strada veicoli non ancora immatricolati e, secondo le disposizioni operative attuali, anche veicoli già immatricolati in Italia quando il viaggio rientra in una reale esigenza di prova, dimostrazione, vendita, allestimento o trasferimento.
Non è quindi una targa temporanea per usare un’auto senza immatricolazione in attesa di decidere cosa farne. La finalità deve essere concreta e documentabile. Un concessionario può accompagnare un cliente durante una prova su strada, mentre un’officina può spostare un veicolo per verifiche tecniche o interventi di riparazione.
La circolazione è ammessa in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora, ma solo per gli scopi previsti. Il limite dei 100 chilometri riguarda esclusivamente le aziende che trasferiscono veicoli non immatricolati da o verso aree di stoccaggio. Non è un limite generale applicabile a concessionari, officine o costruttori.
Per i veicoli già immatricolati, le regole attuali ammettono anche la circolazione con revisione scaduta, esito “ripetere” o revisione singola pendente, purché il viaggio sia davvero collegato alla prova. Questa possibilità non trasforma però la targa in un lasciapassare per l’uso quotidiano.
Chi può richiederla e quante autorizzazioni spettano
L’elenco dei soggetti autorizzati è tassativo. Un privato cittadino non può ottenerla semplicemente perché deve spostare la propria automobile non assicurata o non revisionata.
- fabbriche costruttrici di veicoli e rimorchi;
- rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita;
- commercianti autorizzati di veicoli, anche con attività di vendita online;
- aziende che trasferiscono veicoli non immatricolati verso o da aree di stoccaggio;
- università ed enti pubblici o privati di ricerca che svolgono sperimentazioni;
- costruttori di carrozzerie, pneumatici e dispositivi di equipaggiamento;
- officine di autoriparazione e trasformazione.
Dal 2024 il numero di autorizzazioni dipende dagli addetti impiegati nell’attività. Il rapporto ordinario è di una autorizzazione ogni cinque addetti, considerando dipendenti e collaboratori con contratto di agenzia di almeno 12 mesi. Se gli addetti sono meno di cinque, spetta comunque una sola autorizzazione, mentre il tetto massimo è fissato a 100.
Per università ed enti di ricerca il limite è diverso. Possono ottenere fino a cinque autorizzazioni, senza un calcolo basato sul numero dei dipendenti. Se un’impresa svolge più attività ammesse, il conteggio viene effettuato separatamente per ciascun ramo e per le sedi in cui l’attività viene realmente svolta.
Come si richiede, quanto costa e quanto dura
La domanda si presenta all’Ufficio della Motorizzazione Civile competente oppure tramite uno studio di consulenza automobilistica abilitato. La pratica deve dimostrare che l’impresa è iscritta al Registro delle imprese per un’attività compatibile con la circolazione di prova.
In genere servono la dichiarazione relativa all’attività e al codice ATECO, l’indicazione della sede o dell’unità locale, la qualifica del richiedente e una dichiarazione sul numero degli addetti e delle autorizzazioni già possedute. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti richiede inoltre il pagamento delle somme previste dal tariffario nazionale.
| Voce | Importo indicativo | Quando si paga |
|---|---|---|
| Diritti di Motorizzazione | 10,20 euro | Rilascio e rinnovo |
| Imposta di bollo | 32,00 euro | Rilascio e rinnovo |
| Targa prodotta dall’UMC | 18,37 euro | Prima emissione o sostituzione |
| Targa prodotta da studio abilitato | Prezzo libero | Con maggiorazione di 6,12 euro |
Il costo minimo della pratica presso la Motorizzazione è quindi di 42,20 euro per diritti e bollo, oltre al prezzo della targa e alla polizza assicurativa. Se ci si rivolge a un’agenzia, bisogna aggiungere il compenso per il servizio. La cifra finale può quindi variare sensibilmente.
L’autorizzazione ha validità annuale. Il rinnovo deve essere richiesto entro sei mesi dalla scadenza, ma durante questo periodo di tolleranza non è possibile circolare con il documento scaduto. Al rinnovo ordinario non serve una nuova targa, salvo che quella precedente sia stata smarrita, rubata, distrutta o deteriorata.
Come si utilizza correttamente su strada
La targa e l’autorizzazione sono trasferibili da un veicolo all’altro, ma possono essere utilizzate per un solo veicolo alla volta. L’autorizzazione deve restare a bordo del mezzo e la copertura assicurativa collegata deve essere attiva.
La persona presente sul veicolo deve essere il rappresentante dell’impresa titolare oppure un dipendente o collaboratore autorizzato con delega. È ammesso anche un dipendente di una società controllata o collegata, quando esiste un rapporto funzionale documentabile. La delega deve essere rilasciata dal rappresentante legale dell’impresa.
Durante una dimostrazione commerciale può salire a bordo anche il potenziale acquirente. Nel caso di una prova tecnica, possono essere presenti gli addetti alle operazioni. La mia regola pratica è semplice: prima di partire controllo sempre che documento, delega e persona autorizzata siano effettivamente sul veicolo.
Su un mezzo già immatricolato, la targa di prova va collocata nella parte posteriore in modo visibile, senza coprire o rendere illeggibile la targa ordinaria. La targa originale e l’eventuale targa ripetitrice non devono essere rimosse.
L’autorizzazione italiana vale sul territorio nazionale. Per l’estero esistono accordi di reciprocità con alcuni Paesi, tra cui Austria, Germania, San Marino e Svizzera, ma non è prudente attraversare una frontiera basandosi soltanto sulla presenza della targa. Prima del viaggio occorre verificare che il Paese di destinazione riconosca effettivamente documenti e assicurazione italiani.
Gli errori più comuni e le sanzioni
L’errore più frequente consiste nell’usare il veicolo per motivi personali. Andare al mare, fare commissioni private o utilizzare l’auto come mezzo aziendale ordinario non rientra nella circolazione di prova. Anche un veicolo perfettamente assicurato resta fuori regola se manca la finalità prevista.
Un altro problema è circolare con autorizzazione scaduta, anche quando il titolare è ancora nei sei mesi utili per presentare il rinnovo. La scadenza annuale interrompe l’abilitazione all’uso e impone di attendere il nuovo rilascio.
- Da 87 a 344 euro per uso diverso da quello consentito o per assenza della persona autorizzata;
- da 173 a 694 euro se le violazioni dello stesso tipo superano il numero di tre;
- confisca del veicolo nei casi più gravi previsti dalla norma;
- possibili contestazioni aggiuntive per assicurazione, documenti o posizione della targa.
La polizza collegata all’autorizzazione è indispensabile, ma non risolve ogni irregolarità. Per questo sconsiglio di considerare la targa come un’alternativa generica a immatricolazione, assicurazione ordinaria o documenti di circolazione.
In caso di furto o smarrimento della targa o dell’autorizzazione, la denuncia va presentata agli organi di polizia entro 48 ore. Di norma non viene prodotto un semplice duplicato: si procede alla cessazione del vecchio titolo e al rilascio di una nuova autorizzazione con nuova targa.
Il controllo finale che evita quasi tutti i problemi
Prima di mettere il veicolo su strada verifico sempre cinque elementi: scopo reale del viaggio, validità dell’autorizzazione, copertura assicurativa, presenza della persona delegata e corretto fissaggio posteriore della targa. Se anche uno solo di questi punti non è chiaro, preferisco rinviare lo spostamento o usare un carro attrezzi.
La disciplina è pensata per accompagnare il lavoro di concessionari, officine e costruttori, non per semplificare l’uso privato di un veicolo. Quando viene impiegata per la finalità corretta, resta uno strumento pratico ed efficace; fuori da quei confini, può trasformarsi rapidamente in una fonte di costi, sanzioni e responsabilità assicurative.
